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..RUOTE..
Di Flaviana Nodale

Personaggi: Sara -la madre.
Loris -il figlio quindicenne
Mario -il padre
Piera -la sorella
Ambiente: cucina con tavola apparecchiata. E' mezzogiorno.
(Sbatte la porta)
S.: Loris, sei tu? Come mai sei arrivato così in ritardo? Tuo padre è di là. E' qui da un pezzo. Sbrigati! E' già pronto. Ti abbiamo aspettato per mangiare; ma sai che tuo padre deve tornare in ufficio alle due. Oggi ha avuto una giornataccia. E' di cattivo umore. Muoviti, per favore."
L. : "Come rompi!”
S.: “Cosa è successo?"
L.: "Sono andato a fare un giro con Marco. Suo padre gli ha regalato un motorino nuovo. Vedessi che meraviglia. Suo .padre comprende le esigenze dei giovani e… "
S.: "Non è un argomento che devi toccare con me. Parla con tuo padre e arrangiatevi”.
L.: "Che grande aiuto! l' .
S.: "Non ho voglia di litigare con tuo padre".
L.: "Allora dovrei tacere, dici tu?"
S.: "Tu non stai mai zitto. Parli a sproposito in continuazione".
L.: "Solo io, vero? Ce l'hai con me, oggi?"
S.: "Vai a lavarti le mani e chiama tuo padre".
L.: "Perchè io?"
S.: "Per il semplice motivo che io sto per scolare la pasta e perchè devo tener d'occhio lo stufato e poi perchè te l'ho chiesto e basta". (conclude alzando l a voce)
L.: "Che modi! Non si può proprio parlare in questa casa.
S.: "Qui si polemizza troppo, ecco il punto!"
L.: "Vorresti che fossimo delle mummie?" (Esce -Si sentono voci confuse). (Loris rientra) "Tuo marito ha i nervi".
S.: "Anche tu!"
L.: "Tu, invece, non sei affatto nervosa. E’ solo una mia impressione il fatto che stai digrignando i denti".
S.: "Mi fate impazzire! Chi non perderebbe la pazienza in questa casa? Tutti hanno una montagna di pretese. E io dovrei accontentare tutti. E io non conto?"
M.: "Non incominciare con questa lagna. (entrando) Il femminismo, come protesta casalinga, si è esaurito. Vorrei mangiare in pace. Non vorrei sentire sempre dell' amaro in bocca.
L.: "E la colpa è mia, vero?"
S.: "Nessuno ha detto questo"
L.: "L'ho capito bene, io"
M.: "Non fare la vittima"
L.: "Questo taglia la testa al toro, vero?"
S.: "Si può sapere cosa avete voi due?"
L.: "lo ho delle esigenze, sono un essere umano cresciuto, ma nessuno mi ascolta"
S.: "E' esattamente quello che dico io"
M.: "Le tue esigenze si concentrano sul motorino, attualmente, o sbaglio?"
L.: "Come la fai lunga! Sì, voglio avere il motorino come tutti i miei amici. lo sono l'unico disgraziato che circola ancora a piedi e le ragazze mi snobbano e gli amici mi compatiscono e io …..”
M.: "Al giorno d'oggi ci si rende interessanti con uno scooter. Che bella gioventù! Ai miei tempi…. "
L.: "Oh, Dio! Ai tuoi tempi la solfa non era diversa, ci scommetterei la testa".
M.: "I figli non avrebbero mai parlato ai genitori in questo modo. A parte questo discorso consunto, il motorino ti servirebbe solo per andare a zonzo e magari trascurare ancora
di più lo studio. Qual è il voto migliore che hai ottenuto durante questo quadrimestre? Se non ricordo male è stato un cinque. Correggimi se sbaglio"
L.: "Rinfacci? Sono depresso, ho dei problemi; ma certo, tu segui solo i tuoi gusti, capisci solo quello che ti va. Chi mi dà una mano? Mi ascolti? Quando mi ascolti? Di sfuggita a tavola e durante le feste o dormi o esci con i tuoi amici o con lei."
S.: "Secondo te non dovrebbe uscire con me, tuo padre? Succede così raramente che addirittura diventa un avvenimento. Con tutte le soddisfazioni che ho… E' proprio il caso di togliermi anche quel poco ".
M.: "Ti prego Sara, non incominciare".
S.: "Non sono mica una donna finita io. Sono ancora piacente e ho bisogno di sentirmi desiderata."
L.: "I problemi s'incrociano,a quanto pare "
S.: "I problemi sono molteplici. Dobbiamo cercare di trovare un accordo, un ordine di precedenza, se vogliamo…. "
L.: "Se accettassi queste condizioni, la mia richiesta passerebbe all'ultimo posto, naturalmente. Altri hanno la priorità. "
S.: "lo penso che non dovrei cedere tanto, sempre. "
M.: "Quando mai non hai avuto anche tu le tue brave pretese?"
S.: "lo ho sacrificato la mia gioventù per la famiglia. Ho sempre anteposto le necessità dei figli e le tue alle mie."
M.: "Non stiamo discutendo di questo, adesso."
L.:" lo non sono disposto a tacere, l'ho già detto"
M.: "Tu non sei mai disposto a cedere. Questa è una verità".
L.: "Voi siete abituati con Piera. Lei è comprensiva e remissiva. E cosa ne ricava? Niente."
S.: "E' una brava ragazza"
L.: "E' una scema!"
S.: "Tu non sai quello che dici "
L.: "Se non si pretende sempre di più, si ha sempre meno."
M.: "Una filosofia altruistica. (ironico) ".
L.: "Realistica"'. Non mi lascio gabbare dai complimenti e dalle belle parole. Non so che farmene di tutto ciò. Voglio fatti."
M.: "Anch'io! E mi piacerebbe vedere qualche risultato"
L.: "Non voglio essere il paria, io"
M.: "Senti chi parla! Non ti manca alcunchè!
L.: "Mi manca il motorino"
S.: "lo ho paura. Succedono troppi incidenti al giorno d'oggi"
L.: "Non piagnucolare per difendere il suo operato."
M.: "lo non ho bisogno che tua madre venga in aiuto. E' pericoloso e in ciò concordo con lei"
L.: "Perchè non fate una bella litigata così stornate l'attenzione dall'argomento principale"
S.: "E' un bell'egocentrico nostro figlio!"
L.: "Diciamo che non mi lascio nè intenerire nè imbrogliare"
M.: "Insomma, vuoi fare il duro"
L.: "Ci provo"
M,: "Come mai c'è della sabbia in queste vongole? La pastasciutta con la sabbia non è il massimo del piacere. Dov'è il vino? Non mi piace la coca-cola: corrode i pavimenti. Ho già l'ulcera, io. E questa famiglia finirà di rovinarmi".
L.: "passami la coca-cola"
M.: "Prendila da te. Non so perchè compri questa robaccia (alla moglie). Lo vizi in modo vergognoso. Credi ancora che sia una creatura piccola."
S.: "Sei geloso! Ecco la verità! Ti dà fastidio che io lo accontenti"
M.: "Mi dà fastidio, è vero! Se lui non sapesse che ogni suo desiderio viene esaudito immediatamente, non farebbe ora i capricci perchè mi rifiuto di dargli in mano qualcosa che può rovinarlo. Tutti questi ragazzini viziati che sfrecciano come pazzi per le strade rovinando se stessi e gli altri! Mi fanno rabbrividire. E' scandaloso! I genitori non hanno ritegno nello spendere. Per qualcuno i soldi piovono o sembra che li trovino per strada. E magari è proprio così!
L.: "Sei avaro, non prudente o lungimirante."
M.: "Tu non sai cosa vuoI dire lavorare e guadagnare e risparmiare".
L.: "Sono un maestro in materia. Me l'hai spiegato e rinfacciato tante di quelle volte da sentire nausea. Mi passi l'insalata? E’ già stata condita?"
S.: "Non finisci la pastasciutta?"
L.: "Non mi va. Lo sai che il pesce non mi piace. Hai messo tanto aceto?"
S.: "Non ho messo aceto, sai che a tuo padre fa male."
M.: "Cosa vuoi che importi a lui!"
S.: "Mangiare un po' di pesce ogni tanto fa bene. Dovresti sforzarti”.
L.: "Quante cretinate si dicono!"
S.: "Non fare il cinico! Sei ancora un bambino".
L.: "Quando conviene sono sempre un bambino, altrimenti devo essere o fare l' adulto perchè ho ben quindici anni, quasi sedici. Un adulto che sarebbe grato a chi gli regalasse un motorino per il suo prossimo, vicinissimo compleanno".
S.: "Non fare il furbo!"
M.: "Non ci serve la tua. gratitudine"
S.: "Non essere così! Lui ci prova. E' anche un suo diritto, ti pare?”
M.: "lo non ho il diritto di mangiare in pace? Dov' è finita Piera? Perchè non è a tavola? "
S.: "E' da una sua amica. L'ha invitata stamattina".
M.: "E' la prima volta che accade. Come mai?"
L.: "Perchè l'hai lasciata andare?"
S.: "Come perchè? Tua sorella ha ventisette anni e può decidere da sola cosa fare. Non ha bisogno del mio permesso".
L.: "Balle! Dipende da te in tutto e da per tutto. Tu influisci persino sui suoi gusti "
S.: "Questa è una tua cattiveria. Ti diverti a darmi dispiaceri"
L.: "Sai quel giaccone di velluto che ha comperato la settimana scorsa? Lo detesta. Non lo avrebbe preso per niente al mondo se non avessi insistito tu. Spero che questa amicizia duri e non naufraghi miseramente come le altre. Va di qua e di là, ma non lega a ungo con alcuno. Fa freddo, qui. A scuola hanno acceso il riscaldamento. Stiamo rispamianado?"
S.: "Non esagerare! lo non mi sono accorta che facesse freddo perchè ho lavorato tutta la mattina. In casa non si finisce mai. Ti senti poco bene? Forse hai la febbre"
L.: "sto benissimo. E’ solo che qui si gela e non solo per la temperatura"
M.: "Cerchi di provocare?"
L.: "Riuscirebbe a smuoverti?"
M.: "Stai provando a condurmi al punto di rottura?"
L.: "Rottura con cosa? Vuoi scacciarmi, picchiarmi, chiudermi in casa, togliermi la televisione, tagliami i viveri o cosa?
M.: "La tua ironia è fuori posto. Manca il sale. Questo formaggio è ottimo! Dove l'hai comperato? Da tanto non ne trovavi di questo tipo. Camillo ha promesso di portare una forma per noi quando andrà in valle d'Aosta da suo fratello, o suo cognato, adesso non ricordo bene. Dice che è speciale. Il prezzo non è modico, ma se è fatto bene, credo che ne
valga la pena"
S.: "Hanno campagna? Chiedi se è possibile avere anche qualche altro prodotto genuino. Ma che lo sia veramente, che non ci rifilino dei bidoni, come è capitato a Gina".
M.: "Gina è credulona per natura. Chissà cosa le hanno raccontato!"
(Squilla il telefono)
S.: Chi sarà a quest' ora?
L.: "Vado io. Forse è per me"
M.: "Sarà una delle tue ammiratrici."
L.: "Sei invidioso?"
S.: "Per favore, smettetela! Non intrattenerti a lungo. Non hai finito di mangiare (grida verso il corridoio). Questi ragazzi! Quando si attacca al telefono sembra che debba raccontare le avventure di un secolo e magari, si è già incontrato a scuola con il suo interlocutore. Che vita! E tu non rinfacciargli le sue conquiste. Ne è orgoglioso!"
M.: "Anche tu! Sembra che ciò dia lustro alla famiglia"
S.: "Sono giovani! Non mostrarti sempre così amareggiato. Anche tu ti vanti, ancora oggi, del gran numero di fiamme che hai avuto. E magari non sono nemmeno vere. O è forse per questo che ti urta tanto?"
M.: "Che sciocchezze! " (lei ride)" Perchè ridi?"
S.: "Perchè sei buffissimo con quell' aria contrariata"
M.: "Ecco perchè i figli non mi rispettano. Seguono il tuo esempio"
S.: "Poverino! " (fa una moina che vuol essere affettuosa). (Rientra Loris)
R.: "Chi era?"
L.: "Quel deficiente di Sandro! Voleva parlare con Piera"
S.: "Aveva appuntamento con tua sorella per ora di cena. Credo che pensassero di andare al cinema"
L.: "Evidentemente il programma non era sufficientemente allettante. Avrà trovato di meglio"
S.: "Non vuoi bene a tua sorella. Perchè parli in questo modo?"
L.: "lo le voglio molto bene, invece. è una stupida! Bisogna che si faccia. fuori, che si svegli…. Altrimenti…. è finita"
S.: "Cosa intendi?"
L.: "Sai benissimo cosa voglio dire. Quando torna dille che il suo spasimante non verrà stasera. Forse non verrà più. Forse sarebbe meglio così. E' una mezza calzetta. E' noioso da morire. E' così fragilino… (fa mossette). Che sia a posto?" (sogghigna)
M.: "Smettila! E' un uomo onesto e con la testa sulle spalle"
L.: E’ cieco come una talpa. Quello non uscirà mai dal suo buco; come un topo".
M.: "Smettila! Chi credi di essere, tu?" (grida)
L.: "Anche se gridi non cambi la realtà delle cose. Per Piera ci vuole un altro tipo di uomo, un altro tipo di vita, ma non ci saranno cambiamenti se lei non cambierà. Invecchierà e avvizzirà e basta. Non vivrà mai"
S.: "Per te vivere significa correre sfrenatamente con un motorino?"
L.,: "Anche. Oggi è questo, domani sarà qualcosa d'altro"
S.: "Tu sei nervoso"
L.: "Certo che lo sono! Lo sono, eccome! Sono stufo e…. "
M.: "Tu sei stufo? Come credi che ci sentiamo noi dovendo sopportare quotidianamente la tua prepotenza?"
S.: “Vuoi una mela, Loris?”
L.: “No, grazie. Preferiresti non vedermi?”
M.: "Francamente, sì! Alcuni giorni non ne posso proprio più di discutere con te".
L.: "Noi, però, dobbiamo sopportare te"
M.: "Se non ti piace questa casa, nessuno ti obbliga a rimanere"
S.: "Mario, ti prego, non sai quello che dici quando sei irritato"
L.: "Credo di aver ricevuto il messaggio forte e chiaro" (si alza e se ne va)
S.: "Loris, non fare il bambino! Torna a tavola. Non fare sempre il tragico. Ho preparato un dolce. Vuoi una fetta?" (parla rivolta all'interno).
M.: "Gli passerà"
S.: "Non hai nessuna pazienza con quel ragazzo"
M.: "Ne ho fin troppa.!"(la porta d'ingresso sbatte)
S.: "Se n'è andato e non ha nemmeno finito di pranzare"
M.: "Non preoccuparti tanto per il pranzo. Tornerà. Quando avrà fame riapparirà. Sono altre le cose che mi danno da pensare"
S.: "Lo sai quanto sia sensibile!"
M.: "E gli altri non hanno il diritto di essere sensibili? Debbono ingoiare tutto?"
S.: "E' in un' età difficile"
M.: "Anch'io. Ho il lavoro difficile, i colleghi difficili, la vita difficile. Tutto va a rotoli. Alcuni giorni è dura alzarsi ed uscire, è duro parlare e camminare, pensare e guardare"
S.: "lo ,invece, me la spasso a casa, vero? Vorrei tanto "spassarmela" da qualche altra parte. Guadagnerei, almeno, e potrei disporre dei miei soldi, come una volta"
M.: "Ti manca"qualcosa?"
S.: "Mi manca la libertà di decisione. Debbo sempre fare i conti con i tuoi musi e i tuoi rimbrotti e tutte le tue lagne"
M.: "Per poi fare quello che vuoi"
S.: "E' amaro, non credere"
M.: "Perchè non riprendi a lavorare? I figli sono grandi, si possono arrangiare da soli. Se proprio fai tanta fatica a rimanere, a casa invece di lamentarti datti da fare".
S.: "Così dopo avrò il doppio del lavoro: fuori e a casa, perchè nessuno penserà di darmi una mano. Perchè mai dovresti fare qualcosa tu?
M.: "Anche tuo figlio potrebbe fare qualcosa. E' più alto e più forte di me e non sa nemmeno muoversi"
S.: "Incomincia a dare il buon esempio, tu"
M.: "lo sono stufo e… sai che ti dico? Che…. " (Entra Piera)
Piera: "Avete già finito di pranzare?"
S.: "Sì. Stavamo discutendo tuo padre ed io delle solite frignacce. Come mai sei qui? Non eri andata da… Come si chiama quella tua nuova amica?"
M.: "E tu hai pranzato?"
P.: "Sì. Prima di ritornare in ufficio volevamo fare un giretto a guardare vetrine. Ho dimenticato il portamonete a casa stamattina"
S.: "Non ti serve per guardare"
P.: "Vero"
S.: "Non fare spese insensate. Perchè non inviti la tua amica ad entrare?"
P.:"E' andata a caricare benzina al distributore automatico. Dimentica sempre di fare il pieno e così rischia sempre di rimanere a secco." (esce ed entra mettendo l'oggetto nella borsetta).
S.: "Aspetta, Sara. Ha telefonato Sandro dicendo che non può venire questa sera"
P.: "Perchè?"
S.: "Non lo so. Loris ha parlato con lui"
P.: "E' successo qualcosa? Magari gli avrà risposto male. Lui è spesso sgarbato"
S.:" Perchè ti angusti in questo modo? Ti spiegherà. Avrà avuto un impegno di lavoro improrogabile"
P.: ":Non verrà più. Non telefonerà più. Sparirà e basta. Conosco i sintomi. Anche lui mi ha abbandonata. Credevo che mi volesse bene, almeno che fosse un po' affezionato a me." (piange) .
So: "Tu lo ami, Piera?"
P.: "Di nuovo sola. Come farò?"
S.: "Non hai risposto alla mia domanda. Ho l’impressione che tu ti preoccupi più che altro di ciò che dirà la gente"
P.: "Presto diranno che sono una zitella Qualcuno lo sussurra già con malizia e fanno un risolino compassionevole. Non troverò marito. Io…." (continua a piangere )
M.: "Non dire assurdità!"
P.: "Chi mi vorrà, secondo te?"
S.: "Sei giovane Che idee ti fai?"
P o: "I ragazzi cercano le ragazze belle, o interessanti o ricche. lo non ho nessuna di queste qualità. Di quel che rimane, dopo la scelta delle fortunate, ho già perso parecchio. Le altre si sono già fatte avanti "
S.: "E perchè non l'hai fatto anche tu?"
P.: "lo ci ho provato, ma…. Devo accontentarmi di quello che resta e anche fra questi, ormai resta ben poco. D'altronde, io, per loro, sono quello che gli altri hanno scartato"
S.: "Stai dicendo delle cose orribili!"
P.:"Ma reali. Come farò ad uscire con questi occhi? Si nota tanto che ho pianto? Dovrò dare delle spiegazioni a Mara. No, capirà al volo"
S.: "Perchè?"
P.: "Lei non ha bisogno di tante chiacchiere per afferrare il nocciolo della questione"
S.: "Siete amiche, comprenderà"
P.: "Oh si! E parlerà, anche. Nel giro di questo pomeriggio in ufficio tutti sapranno tutto"
M.: "Come amica non mi sembra molto affidabile”
P.: "Meglio che vada"
S.: "Ti telefonerà. Non scoraggiarti. Vedrai che non è affatto come credi tu"
P.: "Ciao, papà. (lo bacia di sfuggita) Loris è tornato a scuola?"
S.: "Tuo fratello è andato via infuriato, senza aver finito di mangiare, contrariato…. per il motivo che conosci"
P.: "Ha un carattere un po' impulsivo"
M.: ":E' viziato, è egoista, è…. "
S.: ":Non esagerare! Tu lo adori, nonostante le ciarle. Ti assomiglia e lo sai. E' per questo che vi mordete sempre".
P.: "Telefonerò. Cercherò di tranquillizzarlo"
M.: "Avrebbe bisogno di uno scapaccione"
(Piera esce)
BUIO
(Luci sulla stessa scena ed è notte) (La madre ha finito di apparecchiare).
M.: "Non si mangia stasera? Tuo figlio ha perso l'orologio e per questo motivo io dovrò coricarmi con la cena sullo stomaco?"
S.: "Non capisco perchè ritardi tanto. Non ha nemmeno telefonato. Sarà successo qualcosa? Sono in ansia. Benedetto ragazzo! "
M.: "Voi donne pensate sempre al peggio. Quello è andato a zonzo; sarà in un bar con gli amici e non si ricorda di noi, nè della cena. Non hai sentito il discorso di questa mattina?"
(Squilla il telefono)
S.: "Rispondo io" (lui spiluzzica) (lei rientra) ":Era Marco. Non l'ha visto in tutto il pomeriggio. Avevano appuntamento da una comune amica di scuola. Dovevano fare non so cosa e Loris ci teneva in modo particolare. Aveva insistito proprio lui per questo incontro. Ho paura. E' successo qualcosa, lo sento."
M.: "Solite stupidaggini! Quello era arrabbiato e si è dimenticato di tutto e di tutti"
S.: "Non è da lui piantare gli amici"
M.: "Per favore"
S.: "Io telefono a qualche suo amico"
M.: "Lo s ai che se la prenderà con te, poi? Odia sentirsi controllato? Sai benissimo che reagirà male. Non frignare, dopo. Io ti ho avvertita"
S.: "Non importa. Voglio sapere se gli è accaduto qualcosa.. Anzi, dovresti farlo tu. Sei suo padre e dovresti preoccuparti di più. Gli uomini sono tutti uguali: indifferenti, egoisti".
M.: "Che lagna!"
(Si serve ed incomincia a mangiare. Finge noncuranza, ma dà segni di irrequietezza appena percettibili)
S.: "(rientrando) "Non c'è! Nessuno l'ha visto. Adesso telefono in ospedale. Ho paura! Dio, fa che non sia ferito, che non abbia avuto un incidente"
M.: "Che tragedia! Il piccolo ritarda e casca il mondo"
S.: "Telefona tu"
M.: "Nemmeno per sogno. Non voglio farmi ridere dietro, io. Lui fa le bizze e io mi copro di ridicolo"
S.: "Come fai a pensare a simili cose? Hai una mente contorta e insensibile. Tuo figlio può essere steso, ferito, morente, in un fosso o in un angolo buio e tu di cosa ti preoccupi? Della tua sacrosanta reputazione.. Badi alla tua sciocca vanità"
M.: "Risparmiami prediche"
(Lei esce. Lui si alza e gira inquieto)
S.: "Non hanno notizie" (rientrando)
M.: "Quando rientrerà due schiaffoni non glieli risparmierò di sicuro. Chi crede di essere. A sua madre non ci pensa proprio. Dovrebbe avere un pochino di riguardo almeno per te che lo coccoli in modo addirittura indecente"
S.: "Tu non sai fare altro che rimproverare me, criticare quello che faccio e tormentare tuo figlio"
M.: "lo dico, invece, che siamo troppo tolleranti e accondiscendenti. Quando eravamo giovani noi non avevamo quello che hanno loro, che diamo loro, e non dico che eravamo felici, ma momenti belli li abbiamo passati anche noi, anche senza pretendere ogni giorno qualcosa dai nostri genitori che proprio non avrebbero potuto permetterselo. E' forse falso ciò che dico?"
S.: "No, in questo hai ragione, ma i tempi sono cambiati e…. la vita oggi è così. E’ inutile discutere e brontolare ogni momento per ogni cosa. C'è sempre qualcosa che non va, se è per questo. Allora e oggi: entrambi hanno dei torti nei confronti dei giovani" (squilla il telefono) "E' lui! Dev'essere lui! Dio voglia che sia lui. Dio, fa che sia lui." (La voce si perde nell'altro ambiente).
(L'uomo si agita) (Suona il campanello e rientra Piera).
P.: "Non è venuto a cena? Questo si che è strano! Lui è sempre presente quando c'è la pastasciutta in tavola"
M.: "Era molto nervoso, oggi ed è uscito sbattendo la porta, quel cafone. Ora tua madre sta in pena e non so darle torto, ma non se la merita tanta attenzione, quel briccone!"
P.: "E' assai capriccioso! Lo dico adesso che non mi sente la mamma, altrimenti si secca. Speriamo che non abbia fatto un colpo di testa. A quell'età non hanno molto criterio e prendono tutto alla tremenda"
(Entra la madre piangendo)
M. e P.: "Cosa è successo?" (Nessuna risposta)
M. e P.: "Cosa ti hanno detto? Chi era al telefono? Ti prego, di qualcosa"
S.: “E’ scappato! Se n'è andato di casa e non tornerà più"
M.: "Cosa significa?"
S.: "Ha detto ad un suo amico che partiva"
M.: "Dove andava?"
S.: "Non l'ha detto. Ha voluto punirci. Come faremo, ora.? Cosa farà? " (piange)
P.: "Il motorino ha fatto un'altra vittima!" (sconsolata)
FINE