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Dove nessuno posava lo sguardo.
Poesie oltre il muro.
Di
Gabriele Aral
La Piccola Editrice
La scrittura poetica di Aral lo ha aiutato a prendere
le distanze dalla propria esperienza, dalla sofferenza e dal dolore, e
a trasformarle in una sorta di fraternità offerta agli altri. Non c’è
in questi versi il “gridato”, l’invettiva, e nemmeno l’esibizione di
sé, il vittimismo, l’autocompiacimento. Il dettato è piano,
comprensibile, sussurrato. Aral parla, non urla, e il tono è quello
della confidenza. Perché ha già raggiunto, cioè conquistato, la verità
che salta fuori da questi versi: la vera libertà è quella interiore,
mentale, creativa .
(dalla Prefazione di Ernesto Ferrero).
BIOGRAFIA DI GABRIELE ARAL
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