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Le mie bolle.
di
Candida Proietti
La Piccola Editrice
Le "bolle", bolle fisiche incise sulla pelle liscia
di un corpo avvenente, rappresentano la metafora di un'esistenza
sofferta, deturpata dall'evento improvviso di uno scacco. Ed allora la
poesia, come ogni espressione dell'anima umana, parte e si alimenta di
sensazioni, emozioni, di slancio interiore, e le parole, "parole per
far capire", sconfinano nell'oltre, penetrano l'invisibile, fanno
emergere il mistero, cantano melodie mai scritte: parole come occhio
dell'anima."La poesia di Candida si dipana attorno al perenne dissidio
tra "scatole in buste lese" della realtà greve e il desiderio
"confuso", il "territorio, [dove] manca qualcosa", dell'apertura verso
orizzonti dove "il cuore chiama". Limite, smarrimento, stanchezza,
dolore, silenzio, che come trama sottile costellano questi canti
poetici, prorompono poi in "travolgente sentimento", in "armoniosi
quadri", nelle "tenere circonferenze" del cuore, sino ad esaltarsi in
respiri di amore "come piuma leggera che vola" e "corpi annullati", ne
"l'entusiasmo di una bimba che trapela da ogni poro della pelle",
nella ricerca di parole "che come frecce vadano dritte al cuore", in
tracce del passato "come filo di tessuto rimasto attaccato". Amore,
stupore, desiderio, infinito, "l'incanto della luce"."Dall'ermetica intimit" di Candida sbottano forme di impressioni, di emozioni, di
sentimenti che contornano una realtà dove il dolore "sale fino alla
gola", ma non ha l'ultima parola perché la sua utopia sa "aggrapparsi
ad un sogno ed esistere per questo".
BIOGRAFIA DI CANDIDA PROIETTI
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