Il Duca Da Luzzarco

Cappello a cilindro, monocolo attaccato all’occhiello della giacca tramite una catenella d’oro che riflette come uno specchio la luce del sole ed un elegantissimo mantello nero che, dalle spalle, scende svolazzando sin quasi a toccare terra.
Questo è il primo impatto che ha chi incontra il Duca. Un uomo sulla quarantina che, nonostante un aspetto apparentemente austero, con una voce calda e cordiale che mette tutti a proprio agio, ispira subito gentilezza e fascino.
Sarà per la grande cultura, o forse per tutti quegli arcani, parole crociate e rompicapi con i quali si diletta, ma la sua intelligenza ha una marcia in più e riesce sempre ad osservare quel particolare che agli altri sfugge, giungendo alla soluzione dei grattacapi che decide di affrontare, delitti, fatti inspiegabili od enigmi che siano. Sembra quasi che dipenda da queste sfide e, non appena ne trova una, tanto più ambigua ed inesplicabile si presenta, tanto più il suo cervello si mette in moto per venirne a capo.
Persino il suo passato è un mistero. Neppure al suo fidato amico Max Pons, il quale gli ha salvato la vita in una notte di follia al casinò, è dato sapere chi, in realtà, sia la persona che si fa chiamare Duca Da Luzzarco.

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