Stato: Italia Regione: Friuli-Venezia Giulia Provincia: Udine Altitudine: 442 m s.l.m Superficie: 52 km² Abitanti: 2.287 2006 Densità: 43 ab./km²
Frazioni: Avosacco, Cabia, Cedarchis, Lovea, Piano d'Arta, Piedim,
Rivalpo, Valle, Plan di Cochess, Rinch, Lavoreit, Rosa dei Venti.
Comuni contigui: Moggio Udinese, Paluzza, Paularo, Sutrio, Tolmezzo,
Treppo Carnico, Zuglio
CAP: 33022
Pref. tel: 0433
Codice ISTAT: 030005
Codice catasto: A447
Nome abitanti: artesi
Santo patrono: Santi Ermacora e Fortunato
Giorno festivo: 12 luglio
Geografia
Sorge a 442 m in Val Bût, nella regione alpina della Carnia.
Frazioni Piano d'Arta (Dimplan in friulano), è situata a 560 m
s.l.m., è centro di villeggiatura estiva. La chiesetta del Santo Spirito,
del XIV secolo, restaurata dopo il terremoto, conserva un piccolo
campanile pensile con cuspide a scandole. Sullo spigolo sinistro della
facciata è presente inoltre un portico in legno e affreschi nelle vele
della volta del presbiterio e del coro.
Già nel lontano 1399, Valle aveva il suo nome in quanto un certo Giovanni
Quondan di "Val" beneficiava della chiesa di San Martino di Val.
Rivalpo invece prende il
suo nome da un ruscello (Riupoi) che ha le sue sorgenti alle pendici del
monte Cucco. Anticamente vi erano altri casolari posti molto in alto,
sotto il monte Cucco, in località Chiarsovalis, ai cui abitanti la
leggenda da il nome di Pagans. Si notano ancora vestigia e ruderi di
casolari e solchi di campi seminativi. Dal ritrovamento nel Rio Plombs di
una piccola campana, si suppone che vi fosse in loco anche una piccola
cappella, come raccontavano i vecchi del luogo.
Inquan (Rosa dei Venti), conserva ancora il suo nome antico,
luogo di sosta lungo la strada d'Incaroio che portava a Paularo.
Piedim (Piedimonte),
faceva parte integrante assieme a Ricornut del comune di Rivalpo, dal suo
nome è evidente che trae le sue origini dall'essere fondato ai piedi dei
monti circostanti ed in riva al torrente Chiarsò a fianco dello sbocco del
Riupoi, nel passato era uno scalo per legnami di grosso taglio (taias),
alcune lavorate sul posto, altre avviate verso altre destinazioni.
Lavoreit, si può dire sia un casale nuovo, questa frazione
sorse nel 1869 circa staccandosi dal casolare Chiarsò.
Da Piedim, attraversato il torrente
Chiarsò, si sale sul monte Rinch, raggiunto il casolare Chiarsò si
continua più in alto, dove si trova Plan di Cochess o
(Coces), ricordato nel 1692, proseguendo ancora verso l'alto si giunge a
Rinch. Un certo Conte Cannuccio, proprietario di questi
fondi, li vendette ai locali abitanti. Nel 1829 ci vivevano 8 famiglie,
circa 60 abitanti, ora è disabitato.
Tutte queste frazioni dipendevano dalla chiesa di San Martino, le cui
origini si collocano prima della metà del XV secolo e sono rilevate da
alcune disposizioni testamentarie e da documenti autentici del 1412.
Questa chiesa dipendeva fino al 1470 dal Curato di Ogni Santi di Sutrio,
come risulta dagli atti notarili di Gasparini Micheli da Tolmezzo,
pubblico notarius.
Queste frazioni, oggi sotto l'amministrazione del comune di Arta Terme,
prima del 1821 erano separate da Arta del Friuli (come si chiamava
allora). Esse avevano il proprio comune, con a capo il Meriga (sindaco) ed
il ViceMeriga. Sia a Valle che a Rivalpo, il luogo delle adunanze era il
piazzale della chiesa o la casa canonica oppure in casa di qualche Meriga
o notaio che fungeva da segretario.