RICORDO DI ARTURO CUSSIGH

 

autoritratto  
affresco cm. 49x33

 

Il 25 maggio 1990 moriva a Tolmezzo  il pittore Arturo Cussigh, conosciuto da tutti come il "poeta dei fiori".
A 15 anni dalla sua scomparsa*, alunnibusi88 lo vuole ricordare pubblicando su questo spazio l'intervista rilasciata -con tanta cordialità e disponibilità- dall'artista il 10 aprile 1987, nella sua abitazione-studio a Tolmezzo ai miei alunni di 3^A (anno scolastico1986/87, gruppo Giornale).
L'intervista risale a tre anni prima della sua morte e, credo, sia l'ultima da lui rilasciata.

* Questa pagina viene messa in rete per il 15° anniversario della sua morte, ma verrà continuamente aggiornata in base al materiale disponibile e al contributo dei visitatori.

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Tolmezzo, 10/4/1987

Oggi, noi del gruppo Giornale ci siamo recati, previo accordo ed accompagnati dalla nostra prof.a di lettere Maria Busilacchio, a casa del pittore carnico Arturo Cussigh.
L'artista ci ha accolto nella sua casa piena zeppa di quadri, di ceramiche (alcune dipinte), di pennelli, di colori. Ogni stanza, in pratica, è un laboratorio.
Ci ha mostrato qualche quadro particolare, la raccolta di farfalle, le ceramiche di Deruta e quelle dipinte da lui (ha anche un forno per cuocere l'argilla).
Nel suo studio era intento a dipingere una Natura Morta. Dietro al cavalletto su cui era posta una tela con qualche 
linea già tratteggiata ed accanto alla tavolozza colori, era infatti una composizione di uva, mele, lampade.
Avevamo già visitato una mostra di quadri: grande stanze, quadri appesi alla parete ben allineati ed illuminati da appositi faretti.
Ma entrare in uno studio di un pittore e vederlo all'opera, è un'esperienza ben diversa. Tutto sembra essere sottosopra: tele appoggiate per terra, cornici sparse qua e là, stampe, calendari, cartoline, colori, tubetti, boccettine, oggetti vari e strani, vasi, soprammobili... perfino la polvere sembra avere qui un ruolo importante.
Incoraggiati dalla sua disponibilità, abbiamo incominciato a porgli le seguenti domande:

Stelle alpine, 1988
olio su tela
 coll, privata

 

 

Prima di dipingere, fa uno schizzo?
Di solito, prima si disegna, ma io lo faccio direttamente con il pennello, perché ho una certa pratica. Dopo coloro.

Quando è sorta in lei la passione per la pittura?
Quand'ero giovane, verso i 17, 18 anni.

Oltre ad essere pittore, ha svolto anche altre attività?
Ho fatto più il pittore che altro.

Ha fatto mostre?
Molte. Circa un'ottantina.

 

Cussigh con due amici all'inaugurazione di una personale

 

Ha avuto sempre successo?
Un po'; a seconda delle località in cui esponevo.

Cosa ci vuole per allestire una mostra?
Ci vogliono i quadri, relativamente pochi se si tratta di una mostra collettiva (cioè se espongono diversi pittori), un certo numero se si tratta, invece, di una mostra personale; la stanza dove esporre i quadri e qualcuno che stia attento.

Quanti quadri ha dipinto finora?
Migliaia.

I quadri, li vende?
Sì, altrimenti ne avrei tantissimi, a migliaia.

E se non riesce a venderli tutti, cosa ne fa?
Li accumulo in casa; potrebbero servire per altre mostre, o per farli vedere a chi viene nel mio studio, come voi ora.

Le dispiace separarsi da un quadro?
Dispiace sempre, perché ogni quadro è unico.

 

Crocus, 1979
olio su tela
coll. privata

 

Cosa occorre per dipingere?
Materialmente poche cose: pennelli e colori.

A quale famoso pittore le piacerebbe assomigliare?
A me piace molto la pittura classica per i suoi colori, per gli spazi e la prospettiva.

Il titolo lo dà prima o dopo aver dipinto il quadro?
Dopo.

Quali tecniche preferisce? Quali colori, caldi o freddi?
Mi piace dipingere anche con i colori ad olio e preferisco i colori caldi. Le tecniche sono tutte belle, ma l'affresco è una delle cose più belle ed è quella che mi affascina maggiormente.

Ma l'affresco è bello per chi lo fa, o per chi lo guarda?
Sia per chi lo guarda che per il pittore che lo esegue. E' molto bello. Intanto è una cosa che dura in eterno: basta pensare agli affreschi di Giotto ad Assisi, che sembrano fatti ieri; o a quelli di Piero della Francesca ad Arezzo, dal colore chiaro. Sono tutti bellissimi. Naturalmente con il tempo possono essere un po' danneggiati dall'umidità.

Quanto costa un quadro?
Dipende da tanti fattori,  soprattutto dalla grandezza.

Ogni quanti giorni dipinge un quadro?
E' una cosa irregolare. Si può stare 10, 15 giorni senza dipingere niente, se uno non ha voglia o non trova lo spunto.

Impiega  molto tempo a terminare un quadro?
Dipende. Per esempio quando si dipinge all'aperto, in montagna, in due o tre ore bisogna terminare.

Dove preferisce dipingere, all'aperto o nello studio?
Sia in studio che all'aperto.

Ma ha dipinto più quadri in casa o fuori?
Penso più fuori. Ho dipinto in tante località diverse: in Spagna, in Francia, alle Isole Canarie, in Iugoslavia ed altrove. Da queste tele che state osservando potete proprio vedere che i paesaggi sono molto vari e diversi ed anche i soggetti rappresentati. E questo proprio perché li ho dipinti spostandomi da un luogo all'altro, da uno Stato all'altro.

Preferisce un soggetto particolare rispetto ad un altro?
In genere piace più una cosa rispetto ad un'altra. Io preferisco le montagne, i fiori, i ritratti.
Ma dipingo anche molti altri soggetti: nature morte, paesaggi, mare, tempeste... E poi, a seconda del luogo, trovo sempre lo spunto per dipingere. Qualsiasi aspetto di ciò che mi circonda può attrarmi ed ispirarmi.

 

Bottoni d'oro, 1988
olio su tela

 

La natura, la interpreta o la fotografa?
E' sempre un'interpretazione, mai una semplice fotografia.

Quando dipinge, ha un aiutante o fa tutto da solo?
Tutto da solo.

I colori, li compra o se li prepara da solo?
Li compro.

Per diventare pittori, si deve frequentare qualche scuola?
Non è indispensabile, ma una certa educazione artistica ci vuole sempre ed è meglio avere delle basi. E' importante, ad esempio, lo studio della prospettiva.

E lei ha frequentato qualche scuola particolare?
Sì, il liceo artistico e l'accademia delle Belle Arti.

 

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Brevi note biografiche

 

autoritratto, 1960
matita, cm.18x12

Arturo Cussigh  nacque a Tolmezzo il 15 marzo 1911, da Mattia e Maria Della Vedova, originari di Sedilis di Tarcento. La sua famiglia è composta anche da due fratelli (Adelchi ed Antonio) e da due sorelle (Elsa e Giuseppina).
Nel capoluogo carnico frequentò le scuole elementari e medie. Interrotti gli studi, si recò a Trieste e venne assunto presso uno studio fotografico. Conobbe il pittore acquarellista e caricaturista Orfeo Toppi, che lo avviò alle prime esperienze pittoriche. Decise di riprendere gli studi. A Venezia  frequentò il Liceo Artistico e poi l'Accademia di Belle Arti, avvalendosi degli insegnamenti di maestri come Saetti, Guidi, Cadorin.
Successivamente seguì Guidi   a Bologna e qui conobbe Morandi, insegnante presso l'Accademia. Si diplomò nel 1937. Cominciò a lavorare con passione e a partecipare con le sue opere a varie mostre. Conobbe artisti di alto livello come Carrà, Sironi, Soffici, Carena, Campigli... Una testimonianza di Ardengo Soffici: "Io ho visto le sue opere e vi trovo vera arte, sincerità assoluta, naturalezza ed aura poetica....Tra i giovani che mi capita di vedere e di giudicare dai lavori che mi presentano, è uno dei migliori e più promettenti".
Ritornò in Carnia e incominciò a dipingere i pregevoli paesaggi della sua terra.
Durante la seconda guerra mondiale fu inviato in Slovenia e, fra il 1940 e il 1943 trovò modo di dedicarsi alla pittura, esponendo al "Doleniski Muzej" di Novo Mesto. I quadri di quel periodo sono molto importanti ed apprezzati.

 

Novo Mesto, 1943
olio su tavola, cm.32x42

 

A pace avvenuta, si dedicò definitivamente alla pittura e all'insegnamento nelle scuole medie in Carnia e a Gemona.
Allestì frequenti " personali " di successo e partecipò a numerose mostre collettive. L'ultima mostra importante dell'artista fu quella organizzata a Tolmezzo nel 1989/90.
Tra gli ultimi progetti era la realizzazione di una serie di francobolli con i ritratti dei grandi personaggi della Carnia.
Morì il 25 maggio 1990 all'ospedale di Tolmezzo.
Per chi l'ha conosciuto personalmente, o anche solo attraverso i suoi quadri ammirati nelle innumerevoli mostre, penso che sia impossibile nel guardare i fiori, le montagne ed i paesaggi della Carnia non pensare immediatamente ad Arturo Cussigh.

                                                                                                                                                          Maria Busilacchio

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Alcuni commenti critici

 

Case carniche a Forni, 1954
olio su tela

 

"Come Soffici è semplice, ma non ingenuo; dolce, ma completamente schivo da ogni leziosità. Vede le sue montagne, i paesaggi e la natura delle sue terre come un innamorato, con un incredibile passione e smisurato affetto"
Alvise Querél: <<Profilo di Cussigh>> in <<Settimana a Roma>>, 11 agosto 1961

 

"Da vent'anni seguo l'attività di Arturo Cussigh, pittore duro e tenace, sensitivo e caldo, perfettamente aderente al tono e all'atmosfera dei soggetti che predilige, ma dai quali non si lascia dominare, se non quel tanto che basti ad afferrarne l'intima essenza, interpretarne la sostanza"
Vittore Querél in <<Alpe Carnica>>, 20 febbraio 1963

 

Sauris di Sopra, 1976
olio su tela

 

"Cussigh pittore semplice ed alieno da spericolate avventure moderniste, obbedisce con simpatica spontaneità e sincerità al gusto personale cercando di adeguarvi i mezzi tecnici conquistati con lunga applicazione. Da moltissimi anni si è chiuso nella sua Carnia che ha finito per diventare l'unica sua ispiratrice... Se un appunto si può fare all'artista è quello di essere oggettivo, scrupolosamente oggettivo e l'oggettività vela il lato fantastico che pure c'è e che alla fine si scopre e si sente pulsare sotto una pittura di segno ben fermo e di colore asciutto quasi aspro... La gentilezza dei fiori è colta sempre con acuta sensibilità e resa non soltanto con robustezza plastica, ma altresì con un delicato gioco di timbri cromatici: è presente l'impronta singola dell'uomo che a quei rari soggetti si accosta con il duplice amore dell'artista e dell'alpinista, con la passione di questo e la sensibilità di quello"
Antonio Martini in <<La Vita Cattolica>>, 30 agosto 1970

 

"Pur possedendo una tavolozza singolare, personale, è rimasto sempre fedele all'antica scuola dei grandi maestri. Cussigh disegna e dipinge con rigore stilistico, ambientando ogni sua opera in un'atmosfera ricca di colore, degradante in toni pacati, con una costante ispirazione al vero, comunque trasfigurato da una forte personalità votata ad una ammirevole fedeltà ai valori inesauribili della natura"
Fausto Coradduzza in <<Messaggero Veneto>>, 26 marzo 1978


Natura morta, 1979
acquarello
coll.privata

 

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Fonti:  Cussigh                catalogo:  Udine 1981
           Arturo Cussigh    catalogo:  Comune di Fagagna
           le foto dei quadri non presenti nei cataloghi sono state inviate da privati e necessitano di permesso per essere riprodotte.

Chi volesse contribuire ad approfondire questo omaggio al pittore tolmezzino con ricordi, articoli, foto di opere ecc..., può scrivere a  mari.bu@libero.it

 

 

 

INVIATI DA VOI:

 

 

 

In data 8 aprile 2007 sono pervenute le seguenti fotografie di due quadri di Arturo Cussigh:



Paesaggio di Gemona 1937
Olio su tela



Cardi Fioriti
Acquarello con disegno a china

Ringraziamo il dott. Ernesto B. da Folgàrida

 

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19/4/2007

Viaggio di vacanza con il pittore Arturo Cussigh

 

Accadeva di frequente che Arturo ci facesse visita all’ora di cena e prendesse posto a tavola, ospite comunque sempre gradito.
Una presenza familiare per quel rapporto di spontanea amicizia, che si instaura tra persone che hanno in comune qualche interesse specifico, nel nostro caso il mondo della pittura intorno al quale il ragionamento di Arturo era a senso unico, fatta salva qualche digressione variopinta quanto i suoi quadri di fiori alpestri.

Una sera di fine ottobre venne a cena da noi con fierezza insolita.
Reduce da una puntatina nel cividalese, presso un amico contadino, teneva con sé due bottiglie di Scoppiettino, un vino raro che abbiamo degustato durante il pasto, apprezzandone l’eccellente qualità.
Centellinandolo, in un clima di crescente euforia, scaturì l’idea seriosa di una opportuna vacanza da intraprendere insieme senza indugio il giorno dopo.
D’accordo! Si va in Spagna!.....

.......
L’indomani sulla rossa 124 coupé milleotto FIAT percorriamo l’autostrada, discutendo sul da farsi …dato che si avvicinava il bivio per Venezia o Trieste.
Fu così che all’ultimo momento indirizzai la vettura verso Est, direzione Jugoslavia.
Paese che era la seconda patria di Arturo, vuoi per le radici slovene della famiglia, vuoi per le frequenti sue escursioni estemporanee, attratto com’era da un richiamo ancestrale e dalla nostalgia, complici le circostanze della vita.
Nel 1940 infatti era stato richiamato alle armi e inviato in Slovenia dove, nei tre anni in gran parte dedicati a dipingere, maturò un’esperienza fondamentale per la sua formazione professionale: il quadro Ronda di rastrellamento del 1942 fu esposto alla XXIII Biennale d’Arte di Venezia.
Ritrasse paesaggi e borghi rurali nei dintorni di Novo Mesto, la città che a guerra finita gli diede ospitalità per una antologica delle opere colà realizzate.....

…. Abbiamo scelto bene la nostra vacanza. 
E’ novembre, ma ci accompagna uno straordinario autunno di sole e di colori particolarmente vivaci contro l’azzurro del cielo e del mare, dal quale emergono le isole maculate di verde e di terra rossa.
La costiera è deserta di turisti ma ovunque ci accolgono con familiare ospitalità.

Arturo racconta e canta e sembra ritornato fanciullo a giudicare dalle gioiose esternazioni di entusiasmo.....

… Sistemati che ci siamo in una pensioncina privata… Arturo, fino a quel momento ilare e saltellante, si fa brutto in viso e con improvviso furore si fruga addosso alla ricerca del portafoglio, evidentemente custodito nella tasca del giaccone di pelle che non c’è più.
E’ già buio ma non ci sono alternative al ritorno sul luogo dell’ultima sosta.
Arturo è disperatamente pessimista sull’esito della ricerca; invece, come avevo supposto, il giaccone giaceva tra i sassi, dimenticato nel nostro distratto incantamento.
E fu un evento entusiasmante: come fulminato da ictus felicitatis Arturo esplode in un’allegra ebefrenia, che non lo abbandonerà nemmeno nei giorni successivi.
Un raptus comprensibile.

Libero e solo per scelta di vita, indipendente e ingegnoso quanto basta per risolvere da sé le esigenze del quotidiano, al momento è coinvolto in una vacanza comunque impegnativa.
Scopertosi coccolato e protetto da buona compagnia, ha spalancato le cateratte umorali più recondite, rivelando aspetti della personalità prima non abbastanza apprezzati: un’allegria contagiosa; brillante conversazione ricca di citazioni e di coinvolgenti aneddoti; capacità di rievocare con efficace espressività atmosfere perdute.

Il nostro interesse è subito indirizzato a ritrarre angoli suggestivi di paesaggio e sono tanti in riva al mare…

…. Mentre siamo intenti nel nostro impegno en plein air, inaspettatamente ci investe urlante e minaccioso una specie di milite in borghese o cittadino solerte, facendoci intendere il divieto di ritrarre la zona evidentemente di interesse militare.
Anche da noi per lo stesso motivo è vietato fare fotografie; ma la sceneggiata si è fatta buffa nell’osservare Arturo, consapevole com’era della rischiosa nostra intraprendenza, raccattare le sue cose di tutta fretta, addirittura rimpicciolire e lestamente scomparire fra i cespugli come una lepre inseguita, per poi ricomparire a pericolo scampato....
.... A questo punto non ci resta che un’alternativa: programmare per i giorni seguenti la visita alle interessanti località raggiungibili in giornata 
dal nostro eremo, un suggestivo villaggio di pescatori raccolto sulle sponde di una breve insenatura riparata dai venti e dai capricci del mare.

  Una presenza di prestigio la nostra a giudicare dalla ospitale disponibilità della gente…. 
... Al rientro di fine giornata ci accoglievano le edulcorate attenzioni sia del ristoratore sia dei pescatori, che si erano prodigati a provvedere pesce fresco appositamente per noi, sia dei clienti abituali desiderosi di avere notizie del mondo occidentale.
In Dalmazia è diffusa la conoscenza della lingua italiana, sicché, 
alle gustose e abbondanti cene, prolungate da ripetuti brindisi conviviali, 
seguivano animate discussioni anche di carattere politico…
.....
Arturo che tiene banco con facezie spiritose azzarda un indovinello:" Ha sei repubbliche, cinque nazioni, quattro lingue, tre religioni, due alfabeti, cos’è?"…..

…. E’ novembre, ma ci accoglie uno straordinario autunno di sole e di colori lungo la costa e fra le colline di vigneti sulla strada per Mostar …
..... Proseguiamo il viaggio fra le montagne verso Serajevo.

Arturo si ridesta con il solito polifonico ritornello: " Era Checco un bel fantatto,il modello del paese…"

…… Arturo e Caterina se pur d’indole intellettuale, ad ogni sosta, nonostante il mio manifesto disappunto, prediligono fare incetta di specialità locali.
Quella mattina, in visita al centro cittadino, la solita pausa, la solita pervicace divagazione capricciosa. 
Io aspetto nella Placa a quell’ora deserta e ancor più suggestiva nella sua geometrica linearità, quando mi sorprende l’acuto richiamo di Arturo come per un segnale convenuto:
" Tissian… è morto Pasolini"…..

….. La nave traghetto che fa la spola fra le due sponde dell’Adriatico da Dubvronik a Bari è accostata alla banchina…
...  salpiamo puntualmente allo scoccare della mezzanotte….

… Caterina osserva divertita Arturo il quale, borsello a tracolla, passeggia disinvolto con l’aria curiosa di un ispettore di bordo…
... La notte è lunga...
... prime luci dell'aurora: richiamo irresistibile a salire sul ponte e dalla prua contemplare la costa italica con la fierezza del navigatore solitario.

 Ancora ci accompagna uno straordinario autunno di sole e di colori nel magico paesaggio dei trulli a Locorotondo, Martina Franca e Alberobello….

… Per le nostre esigenze di pittori non c’è che l’imbarazzo della scelta: dal trullo singolo al più complesso agglomerato fra tiepidi vigne e rose rosse….

…. Dalle Murge alla Carnia un lungo viaggio a ritroso, che in termini di spazio-tempo non ci consente ulteriori divagazioni….

… La rossa 124 coupé, carica di esotiche appetitose specialità, risponde con meccanica precisione alla dinamica voluttà del pilota più che mai desideroso di rientrare dopo tanti giorni di vacanza; ma Arturo insiste per una doverosa visita ad una famiglia amica residente alla periferia di Roma.
Una facile deviazione, una sosta breve.
Parcheggiata, dunque, l’automobile davanti all’abitazione… superiamo due rampe di scale e giusto il tempo per uno scambio di saluti convenzionali ritorniamo alla nostra autovettura.
Ahinoi: dissacrata da una effrazione, effettuata con destrezza mediante sfondamento del deflettore, è svuotata di ogni suo contenuto. 
Una violenza beffarda; un’autentica profanazione.
Poteva andare peggio, io dico rassegnato.
Non Arturo, che si è visto crollare d’improvviso il castello incantato delle positive precedenti emozioni….

… durante il tragitto nella lunga notte egli tornava sull’argomento con uno sconsolato senso di colpa.
Inutile ogni tentativo di riaccendere la fiammella del buon umore: per lui la vacanza era finita male nella rabbia…..

…. Grazie alla veloce e confortevole 124 coupé… ci sentiamo prossimi a casa…. 
...L’autostrada, deserta in quelle ore della notte, luccica come un nastro metallico…
... mi sento importante…
... Si viaggia in un fluido surreale, che sta tra la veglia e il sogno, preludio d’un colpo di sonno assassino. E’ il caso di avviare qualche polifonico ritornello, anzi il solito ritornello: 
"Era Checco un bel fantatto, il modello del paese…"

Arturo si desta e subito si adegua, dimentico della precedente disavventura, e così, velocissimi sull’asfalto che luccica per i fari e la luna come un nastro d’argento, cantiamo in coro fino in prossimità delle nostre montagne, avvolte da nuvole rubeste di pioggia.

All’imbocco della galleria di Mena, sprofondato sui cuscini del sedile posteriore, Arturo russa. Caterina accusa un leggero mal di testa.
Siamo a Tolmezzo. Piove.

Questo brano (trascritto in parte, previa autorizzazione dell'autore) è tratto dal libro "Il ritorno del Gismano-Incontri e Racconti"
 (ottobre 2004 ed. Moro, Tolmezzo)
dell'architetto  Tiziano Dalla Marta, professionista in Tolmezzo, 
a ricordo del suo amico pittore, a 17 anni dalla morte di Arturo Cussigh.

                                                                                                           Maria Busilacchio   (Tolmezzo, 19/4/2007)

 

 

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In data 14 giugno 2007 sono pervenute le seguenti fotografie di due quadri di Arturo Cussigh:



Cardi fioriti
Acquarello

 



Fiore di montagna
Acquarello

Ringraziamo il dott. Ernesto B. da Folgàrida

 

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