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Libro sul sisma in Friuli a 40 anni dall’evento. Si intitola “Lo spartiacque di una notte di maggio”

Si intitola Lo spartiacque di una notte di maggio e parla del terremoto in Friuli a quarant’anni da quell’evento.

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Il libro dedicato al terremoto in Friuli di Luca Coradduzza

Il libro di Luca Coradduzza, scrittore friulano, esce proprio a cavallo di due date che hanno segnato la storia del Friuli Venezia Giulia: i mesi di maggio e settembre.
Il titolo, forse, è un po’ sibillino e nulla ha a che fare con gli appassionanti misteri della Terra e delle Stelle o con l’intricata trama di un giallo coi quali ci ha appassionato nelle sue pubblicazioni precedenti.
L’unica traccia di giallo in quest’ultima opera è la patina di antico che ricopre le fotografie di quattro decenni or sono relative al terribile sisma che ha sconvolto il Friuli.
“Lo spartiacque di una notte di maggio” porta alla luce ben 53 testimonianze inedite raccolte “a caldo” durante la fase di emergenza ed oltre 60 fotografie mai viste che mostrano i danni del sisma e le fasi di ricostruzione in Carnia e soprattutto a Tolmezzo (UD).
Nelle 192 pagine il terremoto è considerato sotto molteplici punti di vista, non solo quello catastrofico. Il sisma in Friuli nel 1976, infatti, è preso come esempio soprattutto per quel che ha riguardato la gestione dell’emergenza nella ricostruzione.
Non per niente si parla di “Modello Friuli” o di “miracolo del Nord-Est”, senza dimenticare che la Protezione Civile è nata proprio in quelle circostanze.
Quella data, che ha segnato un vero e proprio spartiacque, una sorta di morte e resurrezione, di fine e di inizio, ha accelerato anche un processo socio-economico ed ha, soprattutto, fatto emergere il forte attaccamento dei friulani alla propria terra, al proprio fogolâr.
Nelle testimonianze, tra le altre cose, colpiscono le reazioni personali di fronte al tremare improvviso della terra ed il fatto che, nonostante la drammaticità dei momenti, la gente non si è mai data per vinta, condividendo quel poco che aveva aiutandosi a vicenda.
La realtà del terremoto nella terra friulana è così sentita che il suo ricordo ci circonda quotidianamente.
Un capitolo del volume, per esempio, illustra le numerose targhe ed iscrizioni presenti sugli edifici del capoluogo carnico nei quali si commemora questo o quel sisma.
Ogni popolazione del mondo vive il terremoto a modo proprio e l’autore, per completezza dell’argomento, ha riportato molte tradizioni, leggende e credenze folkloristico-popolari prima tra tutte, ovviamente, quella dell’Orcolàt friulano.
Nel capitolo “Tolmezzo ieri, Tolmezzo oggi”, infine, le foto scattate 40 anni fa sono affiancate a quelle realizzate ai giorni nostri, riprese esattamente dalla stessa angolazione. E’ possibile scoprire, così, anche il cambiamento, la crescita o la valorizzazione di certe peculiarità che caratterizzano il territorio.
“Sono molto contento di aver realizzato questo volume – commenta Luca Coradduzza -. Il mio scopo era quello di conservare, valorizzare, non dimenticare e far conoscere del materiale che non si era mai visto prima in altri volumi evitando che vada perso ma che, al contrario, contribuisca a valorizzare la nostra terra, la nostra storia e la nostra cultura”.

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