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Continua sino al 24 maggio la mostra “Esoteria dell’hardware alle periferie del Cosmo” di Enzo Pituello

Continua, sino al 24 maggio 2015 la mostra dell’artista Enzo Pituello “Esoteria dell’hardware alle periferie del Cosmo” alla Home Gallery – Espressioni d’Arte a Tolmezzo.
La vernice è stata allietata dalla musica della violinista Mariko Masuda e del violoncellista Nicola Siagri.
Ha introdotto l’artista e la sua arte Hiram, del quale proponiamo l’intervento:
L’immaginazione è più importante della conoscenza.
Questa è la citazione di Albert Einstein che non solo fa da sfondo all’iniziativa di questo evento ma è anche la filosofia di vita che accompagna l’artista Enzo Pituello per tutta la sua carriera e ricerca artistica.
Nato nelle pianure del Friuli del dopoguerra, fin dalla tenera età esprime un’irrefrenabile fantasia e propensione alla ricerca dei materiali più svariati. Quello che per Enzo bambino è il gioco di appropriarsi degli avanzi dei colori dai cantieri del padre muratore e mescolarli alla sabbia, allo stucco, ai cementi e alla calce che trova nei cortili, diventa pochi anni più tardi una scelta di vita.
Frequenta la Scuola d’Arte del Castello Sforzesco di Milano e, dopo aver acquisito gli equilibri dei grandi maestri della pittura dai classici all’arte moderna, è attratto dal linguaggio contemporaneo; inizia infatti ad avvicinarsi allo studio dei “padri fondatori” dell’arte astratta.
Si lascia influenzare da autori come Kandinsky, Mirò, Mondrian, Klee, De Stael, Picasso e Chagall.

La violinista Masuda ed il violoncellista Siagri

La violinista Masuda ed il violoncellista Siagri

Ha inoltre l’opportunità di incontrare Giorgio De Chirico durante il periodo di lavorazione della scenografia alla Scala di Milano per l’Otello, nonché Salvatore Fiume, Jodorowsky, Picasso sulla Costa Azzurra, Remo Brindisi (con il quale espone a Padova). Affitta un piccolo studio sui navigli nella stessa zona dei laboratori dei fratelli Giò e Arnaldo Pomodoro e ne diviene “ragazzo di bottega”.
Viene a stretto contatto con artisti del calibro di Aligi Sassu, avvicina Lucio Fontana che gli fa da maestro. Parte per un viaggio di studio ed esperienze oltre oceano, negli Stati Uniti e nei territori del nord in Canada, dove frequenta il College of Art di Toronto e vive esperienze con gli indiani d’America e gli Eschimesi dell’Alaska. Tornato in Europa.
Ormai sufficientemente maturo per rompere gli schemi della pittura tradizionale, affronta il suo primo periodo simbolista nel quale “spezza” la figura e concepisce l’arte come concetto che sta dietro al simbolo e ai segni. Nelle sue opere si ritrovano pensieri, concetti, ideali, sentimenti e problemi umani di dimensione spirituale e filosofica.
Realizza numerose tele che sono l’espressione di un mondo mistico, quasi magico, dove l’artista accosta vari simboli figurativi contraddistinti dai bagliori e dalle trasparenze di luce con tonalità cromatiche quasi irreali, che si avvicinano a quelle forti utilizzate da Aligi Sassu.

De Muro e Pituello

De Muro e Pituello


Rappresenta nelle sue tele figure, segni zodiacali, nature, paesaggi e soggetti mistici connotati dall’utilizzo preponderante di colori e accostamenti cromatici che rievocano le trasparenze delle vetrate gotiche, i colori accesi dei mosaici e la pittura di Poliackoff. Durante gli anni ottanta riemergono gli stimoli del Fontana e Pituello si sente pronto a riprendere la provocazione del “taglio” e dare sfogo con i suoi strappi all’inconscio in connessione con il cosmo. Squarciando le tele, dà spazio e forma a ciò che emerge dal retro, lasciando intravedere un universo fatto di memorie e forme concettuali, specchi plastici deformati tramite combustioni, intonaci e minerali. Da qui un decennio di opere che prendono il nome di “Oltre la Tela”

Grazie a questa ricerca artistica, inizia a sviluppare teorie proprie che riguardano concetti cosmogonici tra filosofia e fisica. Partendo dalla ricerca sulla memoria collettiva dell’uomo e sulle traiettorie degli astri (“memorie cosmiche”), approda allo studio del DNA e successivamente dell’hardware, che è appunto il simbolo della memoria artificiale del nostro tempo. Quest’ultimo, oggi, è rappresentativo nelle opere di Enzo Pituello e si può affermare che caratterizzi la sua corrente artistica.
Da qui la connessione con il loro aspetto simbolico di “memorie artificiali” dato che la “memoria” è oggi il più grande valore che possano avere persone, aziende e nazioni. Sperimenta l’arte del recycling che prevede l’utilizzo di rifiuti riciclati come plastica, metalli, sabbia e specchi.

Un momento della vernice

Un momento della vernice

Con questa tecnica ha realizzato dipinti, sculture, installazioni e performance che hanno tradotto la realtà in immagini, ricordi e sensazioni, in una costante ricerca del trattamento delle memorie dell’uomo.
Già nei primi anni ’80 si potevano identificare microchip o schegge di CD inserite nelle sue opere; dal 2000 l’hardware è il materiale prevalente impiegato per esprimere i concetti artistici del Pituello che sono in continua evoluzione e trasformano la sua espressione artistica. Al di là della sua ricerca personale, il grande passo della sua carriera è rappresentato dallo studio di ricerca sull’opera del Cenacolo leonardesco, la riproduzione che gli viene commissionata dal Comune di Milano per essere esposta durante la ristrutturazione dell’originale.
Seguono diverse mostre personali, collettive e performance realizzate in Italia, in Europa e nel mondo. Le sue opere sono state esposte in alcuni importanti musei d’Arte Contemporanea.

 Da sempre Enzo è impegnato tanto nella propria ricerca quanto nella divulgazione e formazione artistica nel territorio e nel tessuto sociale. A questo proposito, in occasione dell’esposizione alla Home Gallery di Tolmezzo e nelle vetrine degli esercizi del centro, l’artista vuole coinvolgere i ragazzi della scuola dell’obbligo (6-14 anni) in un concorso a premi: “Scopri Orione a Tolmezzo”.
I partecipanti devono individuare e fotografare la composizione mimetizzata raffigurante la costellazione di Orione che troveranno in 8 negozi che ospitano i Droidi realizzati da Enzo Pituello. I primi tre classificati si aggiudicheranno un quadro del pittore e un DVD, mentre tutti gli altri partecipanti riceveranno una litografia firmata dall’artista.
Leggi il regolamento completo

 

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