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Riforma Enti locali. Lettera di Franco D’Orlando

Riceviamo e pubblichiamo la mail inviata da Franco D’Orlando.

Carissimi, sul Messaggero Veneto di oggi venerdì 13 marzo è pubblicata la lettera email che ho indirizzata al suo direttore domenica scorsa. Per quanto in oggetto, porto avanti e sviluppo il progetto (già impostato nelle due precedenti lettere email pubblicate che vi ho girato ) sull’argomento che si concretizza ora in modo del tutto chiaro e definito. Abbiamo bisogno di soluzioni serie, valide e concrete : il rimescolamento del vecchio va rimandato al mittente se siamo coerenti e pensiamo “in primis” al bene della nostra terra.
Mandi .
Franco D’Orlando.

Egregio Direttore, noi autonomisti sosteniamo da tempo la necessità che venga attuata nella nostra Regione una vera, seria, concreta, coraggiosa azione riformatrice degli assetti di governo del territorio: il momento attuale ci spinge ad intervenire per far conoscere il nostro pensiero e il conseguente progetto.
Dopo aver definito il ruolo di “Regione leggera e moderna” che dovrà assumere concentrandosi sulle funzioni di livello più elevato,la nostra Regione andrà a legiferare, nel rispetto della Costituzione, individuando e definendo in merito delle aree omogenee il cui Ente di riferimento verrà retto da soggetti eletti direttamente dai cittadini.
Detto Ente sarà titolare delle competenze delle attuali Province, delle Comunità Montane, di quelle demandate dalla Regione, di quelle trasferite dai Comuni: le risorse arriveranno da trasferimenti regionali e saranno prestabilite secondo piani pluriennali predisposti con i Comuni.
Il Comune,anche il più piccolo,continuerà ad esistere come fornitore di servizi ma la razionalizzazione dei compiti permetterà di migliorare la qualità con una sensibile riduzione dei costi.Serve partire dal riassetto del Consiglio Regionale con la riduzione dei consiglieri ad una trentina (uno ogni quarantamila abitanti con il rispetto di una giusta rappresentanza per i territori emarginati) eliminando la possibilità di ricorrere ad assessori esterni per governare(compito che tocca a chi è stato eletto!);seguirà, poi, la soppressione, oltre che delle attuali Province, anche di tutti quegli enti, organismi e società create dalla mano pubblica per gestire funzioni che confluiranno nella titolarità degli enti sovra comunali che si andranno a creare. Non ci saranno più doppioni e/o sovrapposizioni di competenze;inutili e costosi consigli di amministrazione verranno soppressi per permettere una più equa e funzionale distribuzione sul territorio delle risorse economiche: ciò consentirà, oltre che di ben governare, anche di ottenere un consistente risparmio della spesa soprattutto pubblica. Dovrà essere creato, pertanto, un nuovo Ente per Zona Omogenea (EZO) voluto dai cittadini, eletto dai cittadini e al servizio dei cittadini! In quest’ottica andranno individuate e formate le seguenti zone omogenee: Trieste e dintorni, Isontino, Pordenonese, Montagna Friulana, Medio Friuli, Udine e dintorni, Bassa Friulana.
Poiché per dar vita a questo”nuovo soggetto”esiste già l’ordinamento giuridico-legislativo di riferimento ( D.L. 9/1997 art.8, Statuto Speciale Regione Fvg art.4-comma 1 e 1 bis,L.R.5/2003 art. 18), serve solo la volontà responsabile di cambiare veramente da parte di chi guida la nostra Regione: invitiamo, pertanto, la presidente Serracchiani e l’assessore Panontin a chiudere con “il vecchio” (Uti) e ad aprirsi finalmente “al nuovo” (Ezo).
Ringraziamo per l’attenzione e … mandi.
Franco D’Orlando e l’Unione Autonomista Alpina (già Consigliere Comunale di Tolmezzo)

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